POPULISMO E  POLITICAMENTE CORRETTO?

“Populismo” , dal russo, letteralmente popolo.

Nasce ,nella Russia imperiale, con velleità “nobili”, ovvero l’ emancipazione delle masse contadine e il superamento dello zarismo per giungere ad una società democratica , liberale o socialista che fosse.

Rendersi portavoce delle istanze del popolo, nel tentativo di migliorare le condizioni degli strati meno abbienti e più deboli della società; in questa ottica il termine ” populismo” , ” populista”, assume i connotati di un vero e proprio complimento, assurgendo all’ accezione migliore del termine.

L’ epoca post moderna, nella quale, ad oggi, ci troviamo sepolti vivi, ha prodotto svariate modifiche e stravolgimenti nei concetti di socialità, sociale, istituzioni, rappresentanza, in maniera celere e degenerativa da spazzare via gli ultimi punti fermi e gettarci tutti nel dubbio.

Tutto si è mutato nell’ impossibilità di dare un nome reale alle cose e alle circostanze imperversando la moda della semplificazione.

Tutto dovrebbe essere reso sì il più semplice possibile ma non più semplicistico.

La proliferazione di quest’ultimo è nato dalla necessità di snellire e alleggerire o dalla volontà di manipolare?

Il populismo è il mezzo e la risposta ovvia, dabbene ,a temi complessi?

Perchè non sforzarsi di cercare e creare nuovi significati a vecchi concetti piuttosto che allestire la scialuppa della deriva?

Ecco accomodarsi su questa imbarcazione il politicamente corretto, dall’ apparenza innocuo, silenzioso e a testa bassa, che, come una cimosa sulla lavagna, ha cancellato dal vocabolario termini come ” nero”, ” pazzo” ma la cancellazione del sostantivo non implica la non esistenza dell’ individuo affetto da disturbi psichiatrici.

Lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia

Poiché è più complesso educare , la scelta ricade sulla strada più breve e con questo criterio ci si affida alla teoria semplicista della pillola blocca ormone.

Con questo approccio e modalità di intervento, Garibaldi e Mazzini diventano due populisti sfegatati e Colombo il peggior simbolo identitario di colonialismo e razzismo; un passato, per alcuni, fatto di vincitori e colonizzatori , quindi demoniaco e criminale, non comprendendo che tali personaggi nella storia sono figli del loro tempo i cui comportamenti e le cui convinzioni vanno assolutamente contestualizzate.

Di questo passo e con l’ approccio semplicistico, Martin Luther King sarà probabilmente accusato di maschilismo e Gandhi di aver assunto posizioni razziste nei confronti degli africani.

L’ oscuramento che oggi si abbatte sulle idee e sul pensiero, si può combattere solo con altre idee …se solo fossimo ancora capaci di pensare.

Francesca Valleri