” LA PENNICA GIAPPONESE”

Quando si parla di sonno si decreta l’universalità del termine….dormono in Jamaica come in Siberia, dormono ricchi e poveri, gialli, bianchi, neri, cani, gatti e pure gli dei nell’Olimpo!
C’è da precisare che certe penniche sono entrate di diritto nella storia, Goya, Caravaggio, le giovani donne sinuose ed eleganti di Coubert che giacciono su un materasso (” Il sonno”), o il lenzuolo panneggiato e lei che dormicchia nella ” Venere dormiente” del Giorgione.
Un dato di fatto che la storia dell’arte sottolinea ( fra le righe ma forse poi neppure così velatamente) che i maschi dormienti sono un numero inferiore rispetto alle fanciulle e in quei casi rari in cui sono caduti fra le braccia di Morfeo o sono ubriachi oppure ermafroditi.
Da che mondo è mondo, che sia un olio su tela o all’atto pratico, una sana dormita è rigenerante, il cervello si riposa e il corpo rallenta.
Il sonnellino pomeridiano è una vera e propria “arte dormitoria” e quella gentile concessione ” cinque minuti” ci permette di svegliarci in un’altra epoca, con i capelli che sembrano essere usciti da una rissa e la sensazione di aver dormito consecutivamente per tre ere geologiche.
La pennichella ha il sapore tutto italiano, il momento in cui il corpo urla ” devo chiudere assolutamente gli occhi” e la mente risponde ” ci vediamo per l’ora di cena”, di solito praticata sul divano, a pancia piena, con la televisione rigorosamente accesa su un documentario di cui non vedremo mai il finale.
E’ un rituale del tutto democratico, colpisce indistintamente giovani e anziani, lavoratori o studenti e ha il potere di premere il tasto “cancel” su qualsiasi programma pensato per il pomeriggio

Un’esperienza che ha del mistico, un risveglio confuso con una luce che sembra sbagliata ma c’è chi, questa arte l’ha resa moderna, contemporanea ma soprattutto quotidiana; i giapponesi!
” Un addormentarsi di massa”, anche nei luoghi pubblici; nessuna pigrizia né tantomeno narcolessia, si chiama ” Inemuri” ed è quell’abitudine di appisolarsi, qualche minuto, quel tanto che basta (come in cucina), al fine di recuperare le energie.
Sonnellini strategici che travolgono entrambi i sessi indipendentemente dall’età; sui mezzi pubblici, su una panchina al parco e la loro peculiare capacità di risvegliarsi rapidamente per scendere alla fermata esatta, per riprendere il lavoro, per rientrare ( puntuali) al lavoro.
” Inemuri”, ( ” I” ,” essere presenti” e ” Nemuri”, ” dormire” ) è sì un istante in cui non c’è presenza ma dal quale si è in grado di tornare alla dimensione sociale nel momento stesso in cui ciò è richiesto; aiuta oltremodo il livello di sicurezza presente nei contesti pubblici ( sia fisicamente che mentalmente per abbandonarsi così seraficamente) ma alla base la differente accezione con la quale l’intero Sol Levante declina la sfera del sonno e l’intera sotto categoria.
In terra nipponica svegliarsi alle prime luci dell’alba e addormentarsi tardi ( per lavorare o studiare) è sinonimo di una considerevole dedizione lavorativa di conseguenza i pisolini in pubblico la prova provata di una stanchezza estrema raggiunta per onorare gli impegni e le responsabilità.
Ci si assopisce sovente con la penna in mano o un fascicolo di documenti e la postura deve comunicare ” prontezza”; non ci si sdraia, non ci si spoglia di giacca o scarpe, il corpo resta composto, vietato russare, allargarsi troppo o creare disagio e in contesti pubblici si tiene la testa china o leggermente inclinata per non attirare troppo l’attenzione.
In Occidente la questione assumerebbe toni poco lodevoli; pigro, irrispettoso, ozioso per finire con un ” fannullone”!
Il ” dormire quando si è presenti” essendo una vera e propria arte possiede dei requisiti imprescindibili fra i quali quello di non essere concesso ai giovani i quali dovranno spendere anni di fatica prima di potersi permettere la pennica pubblica.
L’abilità e la disciplina nipponica risiedono nell’essere in grado di ritornare immediatamente presenti al proprio contesto e per questa esigenza, sovente, chi lo pratica si accascia in posizioni innaturali e scomode, tipiche della veglia.
” Sono addormentato ma sono presente”.
Siamo giunti alla pausa estiva e così pure il Salotto spenge la fiamma della sua mongolfiera giusto il tempo di ricominciare il viaggio, se vorrete, il 19 agosto. Buone vacanze a tutti voi e un sentito grazie di cuore.




