AAA ANIMA GEMELLA CERCASI

Siamo cresciuti con il mito dell’anima gemella ( e volutamente non mi esprimo), il concetto di incontrare la persona giusta, di costruire il per ” sempre” ( e anche qui mi taccio), a partecipare ad estenuanti cacce al tesoro per incontrare l’altra metà della mela.

Per tutto questo affanno dobbiamo unicamente ringraziare uno stuolo di filosofi e parte pure della psicanalisi insieme ad un buon numero di credenze popolari.

Chi è quest’anima gemella?

Come la si riconosce?

Ha senso cercarla?

Probabilmente l’idea della ” metà mela” potrebbe rientrare nel concetto di affinità spirituale e sentimentale, tanto profonda da pensare (o farci pensare) che fossimo destinati a trovarci; Freud invece sosteneva che l’amore non dipendesse dalla predestinazione piuttosto dalla capacità di accettare se stessi, costruendo un equilibrio personale salutare inevitabilmente sarebbe potuta sbocciare una relazione sana con l’altro.

Alcune tradizioni invece pongono fiducia nelle stelle affermando che tutto sia stato già decretato nel destino di ciascuno di noi.

In Oriente la leggenda che va per la maggiore pare sia quella del filo rosso legato al mignolo della mano che congiungerebbe le anime predestinate e questo nodo garantirebbe l’unione a dispetto del tempo e di tutti gli ostacoli durante il cammino.

Per tutte queste domande, queste maratone estenuanti alla ricerca del Santo graal, questo tormento unito a struggimento, lacrime e notti insonni c’è solo un responsabile nonché colpevole: Platone e il suo ” Simposio” al quale il “dovevamo incontrarci perché era scritto nel destino” gli è scappato decisamente di mano.

Per farci digerire meglio la storia di questa ricerca esistenziale ci racconta che tutti, illo tempore, fossimo degli androgeni privi di distinzione sessuale, provvisti di quattro gambe, quattro braccia, due volti su un’unica testa e due organi genitali; a detta sua eravamo perfetti…saremo stati anche perfetti ma (aggiungo io) parecchio ma parecchio bruttini.

Pare, come al solito la storia si ripete, che uno di questi signori, per superbia e ambizione, una mattina si sia svegliato sul piede di guerra e si sia ribellato agli dei inscenando un vero e proprio colpo di stato nel tentativo di dare l’assalto al cielo.

Dunque, dopo questo “golpe”, Zeus poteva rimanere con le mani in mano?

E certo che no!…così decise di dargli una punizione esemplare separandolo dalla sua metà e costringendo tutti gli uomini nati da quel taglio a vagare perennemente alla ricerca di ciò che era stato smarrito, una sorta di legge del contrappasso dantesca.

Ora ditemi voi se questa non è stata una fregatura!

Il desiderio fiorisce esattamente lì, dalla separazione ed è da questa che ci cerchiamo (e continuiamo a cercarci).

La storia dell’anima gemella è una gran bella fregatura perché se fosse vero che di corrispettivo ce ne è uno solo, qualora non si trovasse, che facciamo?…gettiamo alle ortiche tutti i surrogati?

E ammettendo pure di aver questa gran botta di culo che ci permetta di incontrarla e poi la perdiamo?…vi aspetto al varco se qualcuno si azzarda a dire ” se era quello giusto non se ne andava..”…la perdita dell’Amore è sempre un profondo strazio.

E’ una gran bella trappola la favola dell’anima gemella perché sfido chiunque di fronte ad un paio di occhi incrociati in un giorno qualsiasi, con una luce particolare, in quel posto, in quel preciso momento, come possa non pensare che l’incontro non fosse stato scritto nelle stelle.

” Nasciamo da una separazione da cui non ci riprendiamo e da allora facciamo di tutto, disponiamo ogni cosa, pensiamo, respiriamo, immaginiamo, corriamo dei rischi, amiamo, portandoci dietro l’assurdità di essere nati e di essere soli, di essere stati due e di essere uno solo”. ( A. Dufourmantelle).

Mi taccio.

Francesca Valleri