CONO O COPPETTA

Il gelato è l’unica forma di felicità che si scioglie mentre la stai vivendo e forse per questo ci somiglia così tanto.

L’umanità ha scritto costituzioni, costruito imperi, inventato la bomba atomica, il mutuo variabile e il tutorial per piegare le lenzuola con gli angoli ma nessuna di queste cose ha raggiunto il livello metafisico di una coppetta stracciatella e pistacchio mangiata d’estate seduti su un muretto, senza parlare.

Il gelato non è un alimento, è una tregua, una sospensione temporanea dal rumore cosmico, una parentesi fredda nel grande brodo termico dell’esistenza contemporanea.

Pensandoci bene nessuno mangia il gelato con aggressività, non esiste il “gelato di potere”, non ci sono oligarchi che addentano un cono come nei film sulla finanza; è democratico e umilia tutti allo stesso modo quando cola sul polso.

E qui (probabilmente) inizia la sua lezione filosofica.

L’uomo moderno trascorre la vita tentando di controllare il sonno Rem, il colesterolo, le notifiche, poi arriva lui, il gelato e si scioglie…sempre.

Puoi essere un cardiochirurgo svedese, un monaco tibetano, un trader milanese o un influencer motivazionale che posta frasi sulla resilienza ai tramonti di Bali: il pistacchio ti cadrà comunque sulla scarpa.

I filosofi greci avrebbero dovuto cessare di discutere nell’agorà e aprire una gelateria…immaginate Socrate davanti a una coppetta nocciola ” conosci te stesso ma soprattutto scegli al massimo tre gusti, che poi diventa confusione”.

Perché il gelato è una teoria della scelta; davanti a una vetrina illuminata, l’essere umano rivela la propria natura…altro che test psicologoci.

C’è il tipo indeciso cronico “cioccolato fondente…però frutti di bosco…ma anche yogurt…no aspetti” e probabilmente per inviare una mail ci impiegherà quarantacinque minuti ,poi l’estremista del gusto, zenzero, carbone vegetale, basilico…non vuole mangiare, vuole vendicarsi della propria infanzia.

Infine il conservatore assoluto: crema e cioccolata dal 1987.

Il gelato è autobiografico.

Il cinema lo ha compreso meglio della filosofia accademica; appare quasi sempre in momenti decisivi, amori adolescenziali, passeggiate estive, città fotografate come cartoline sentimentali, basti pensare alla malinconia di “La dolce vita” dove il desiderio e il vuoto convivono come panna e amarena ,oppure le estati immobili e nostalgiche di “Call Me by Your Name” dove ogni sapore sembra trattenere il tempo prima che sfugga.

Persino in “Vacanze Romane” Roma diventa Eterna proprio perché vissuta con leggerezza, come una passeggiata con un cono in mano.

E la musica?

Musica e gelato condividono un segreto, entrambi funzionano soprattutto attraverso la memoria così il cocco sa di ombrelloni, la fragola di infanzia e magliette macchiate, il limone di serate sul lungomare, motorini e persone che non vediamo più; la medesima malinconia di Battiato dove i ricordi diventano paesaggi interiori, di Paolo Conte che sembra scrivere jazz per bar d’estate e Lana Del Ray dove è presente lo stesso sentimento del gelato mangiato troppo lentamente …la bellezza che sai già destinata a finire.

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Nessuno ricorda una password a memoria ma tutti ricordano il sapore del primo gelato mangiato da bambini ed è qui che diventa una questione religiosa perché in fondo non cerchiamo il gusto perfetto ma il tempo perduto e qui entrerebbe in scena di diritto Proust, le madeleine ma se fosse vissuto in Riviera probabilmente avrebbe scritto tremila pagine su una coppetta crema e amarena.

Il gelato è una perdita di tempo meravigliosa, non aumenta la produttività, non ottimizza niente ma resiste al cinismo e ci ricorda che non tutto deve servire a qualcosa; mangiare un cono lentamente equivale a dire ” no grazie, per cinque minuti non voglio performare”.

Forse la civiltà non si misura dai grattacieli o dalle borse finanziarie; forse si misura dalla qualità del pistacchio.

E forse il senso della vita non è una grande risposta definitiva ma una serie di piccoli momenti perfetti destinati a sciogliersi come il gelato.

Soprattutto come il gelato.

Francesca Valleri