CAMPANELLINO FUORI COPIONE

Campanellino ha un problema che nessuna polvere magica può risolvere: è stata trasformata in un soprammobile, grazioso e luminoso, vendutissimo ma pur sempre un soprammobile.
Lei, che in Peter Pan, ha un caratterino capace di rovinare una serata anche al più paziente degli elfi, è finita sugli zaini, sulle magliette e sulle tazze di chi, probabilmente, non le perdonerebbe un decimo delle scenate nella vita reale; la fama ha le sue stranezze, prima ti rende immortale e successivamente ti toglie il diritto di essere antipatico.
A pensarci bene, Campanellino è in ottima compagnia: Marilyn Monroe, la bionda per eccellenza in abito bianco, celava una donna più complessa del personaggio che Hollywood le aveva cucito addosso…dettaglio che rischia di disturbare il merchandising.
Le icone funzionano meglio quando non fanno troppe domande e soprattutto non rispondono male.
La Gioconda ha scovato una soluzione ancora più efficace: non risponde.
Sono secoli che le attribuiamo pensieri, segreti e intenzioni, mentre lei continua a sorridere con l’aria di chi sa qualcosa che noi non conosciamo; se fosse una persona in carne e ossa avrebbe già chiesto un risarcimento per tutte le biografie inventate sul suo conto.
Campanellino invece ha il difetto di manifestare il proprio disappunto.
Risultato: la Gioconda è un mistero universale, la fata è capricciosa.
La storia dell’arte e quella delle buone maniere, a quanto pare, non sempre usano gli stessi criteri.
Anche la musica fabbrica monumenti e poi si stupisce quando scopre che dentro c’era una persona.
David Bowie ha cambiato identità come altri cambiano la giacca, dimostrando che reinventarsi è una vera e propria forma d’arte, Freddy Mercury ha fatto della presenza scenica un territorio in cui nessuno sembrava poterlo raggiungere, eppure , quando un’artista diventa un’icona, il pubblico tende a conservare il costume e a smarrire l’uomo, molto più comodo avere un poster che fare i conti con le contraddizioni di chi ci sta sopra.
Campanellino non ha una discografia da ristampare ma conosce bene il meccanismo: tutti vogliono la sua luce, pochi sono disposti a tollerare l’umore.

Il fumetto non ha mai preteso che i suoi personaggi fossero ragionevoli: Batman, un uomo che combatte il crimine vestito da pipistrello, ci mette al riparo da qualsiasi lezione di realismo, Superman vola, salva il mondo e deve preoccuparsi di mantenere una doppia identità.
A guardarli bene sono due professionisti del travestimento, con problemi di gestione del tempo ma resistono perché sotto il costume hanno un conflitto che non si risolve con un mantello nuovo; Campanellino possiede il medesimo vantaggio, le ali sono riconoscibili, il carattere è una faccenda da gestire.
E poi c’è la Luna, che gode di un vantaggio invidiabile, può sparire per giorni e nessuno la definisce inaffidabile; è romantica, malinconica e poetica.
Campanellino, con lo stesso gusto per apparizioni e sparizioni, sarebbe già accusata di avere un pessimo carattere.
Questione di reputazione, evidentemente.
Eppure la Luna è anche un corpo celeste studiato, misurato e persino raggiunto dall’uomo: Armstrong ci è arrivato davvero ma questo, non ha impedito ai poeti di continuare a innamorarsene da lontano, la scienza non ha rovinato la magia, ha semplicemente aggiunto informazioni.
Lo stesso vale per i personaggi: sapere che Campanellino è pura invenzione non la rende meno interessante, così come conoscere la natura delle stelle non ci impedisce di cercarvi delle storie.
Il problema delle icone è proprio questo, diventano così famose da non poter più cambiare: Marylin deve restare Marylin, Batman deve salvare Gotham e Campanellino deve brillare…guai a mostrare una crepa nell’immagine perfetta.
Ma proviamo a immaginare la nostra fata alle prese con la vita reale: potrebbe fondare un sindacato delle creature magiche, chiedere ferie arretrate e presentare a Peter Pan il conto di anni di lavoro non retribuito.
Fantasia?
Certo ma sarebbe già un modo per restituirle qualcosa che la fama le ha tolto, ovvero il diritto di essere diversa da come la ricordiamo perché un personaggio davvero immortale non è quello che rimane identico per sempre ma quello che continua a sorprendere.
E se Campanellino deve ancora svolazzare sulle nostre magliette almeno, ogni tanto, lasciamole rovinare la composizione.

Francesca Valleri


