LA VIA DEI NODI: IL TAPPETO

L’ artigianato è l’ illustrazione della storia di un popolo, delle tradizioni di una civiltà, tradotta attraverso la grammatica della manualità; è il legame fra l’ uomo e la realtà contingente.

La leggenda racconta che la tessitura sia nata sui bordi del Nilo per merito della dea Iside che avrebbe insegnato agli egiziani l’ uso della rocca e del fuso.

Un proverbio persiano ” Le femmine fino a undici anni fanno bene i tappeti , dopo gli undici fanno bene per l’ amore”; fino a quell’ età infatti hanno dita sottili e affusolate per fare nodi fitti e fini.

I tappeti sono dotati di personalità esattamente come gli esseri umani, vengono scelti in base alla sensibilità in accordo al gusto personale.

E’ un oggetto con cornice, dunque confini e bordature come a ” separare” dalla terra e dal caos.

Per il nomade rappresentava il tutto, giaciglio e luogo di preghiera, porta di ingresso alla tenda, tovaglia su cui mangiare, spazio riservato all’ ospite; per l’ Islam l’ integrazione di tre elementi quali forma, ornamento e funzione.

Prima ancora delle scope volanti, per maghi e streghe, i tappeti erano i protagonisti indiscussi di favole e miti; Re Salomone ne possedeva uno regalatogli dalla Regina di Saba, il ” Tappeto volante”.

Se si guarda con gli occhi della modernità sarebbe pure un mezzo di trasporto efficace contro il traffico e green, si alimenta a fantasia; bisogna concepire con tutte le nostre forze la volontà di essere in un luogo, prima con l’ anima e poi con gli occhi.

” Nella lingua araba classica, una radice comune lega il tappeto alla farfalla…il tessere e l’ annodare alludono di per sé alle vicende ordite per gli uomini da invisibili mani”.

In tali termini , questo oggetto nell’ accezione islamica della preghiera è il mezzo per accedere altrove e quello con il quale viene compiuto il viaggio più avventuroso in assoluto, quello nell’ aldilà.

Quello fra i tappeti e il mondo dell’ arte è un legame indissolubile, la stessa capacità di tessitura è considerata un’ esperienza artistica; nodo per nodo, prendono vita disegni irripetibili.

” Per il nostro stanco e distratto meditare, probabilmente la parte in vista del tappeto è lo schema dell’ esistenza terrena, il rovescio l’ altro lato del mondo e la trama i sogni”. ( Venditore di tappeti)

Maneggiare e incrociare la seta, spesso richiedeva anche più di cinque anni di lavoro, almeno mezzo milione di nodi per ogni metro quadrato, la mano umana che segna e traccia il disegno divino.

Tesseva Penelope, tessevano le parche.

Questo intreccio si lega a doppio filo con l’ arte dello scrivere, un tessuto di eventi.

Così, il termine ” trama” , quella disposizione di fili impostati nel telaio che con la spoletta passano attraverso l’ ordito, si trasforma in narrazione, la tessitrice, scegliendo il disegno, lo scrittore definendo il modello narrativo del suo racconto.

La ninfa Calipso e la maga Circe, capaci ambedue, di edificare destini, mentre tessono; la prima, può bloccare Ulisse, se vuole, l’ altra trasformare gli uomini in porci.

Penelope, la donna che attende il ritorno del marito, apparentemente passiva, nel suo fare e disfare si evidenziano le sue capacità e competenze di azione; se avesse smesso di tessere, Ulisse avrebbe perduto il filo che lo legava a Itaca.

La sua trama si è rivelata efficace perché ha trasformato il ” lavoro” in inganno, non solo dei pretendenti ma soprattutto del tempo, dando vita al concetto dell’ esistenza legata ad uno scopo, tessendone la trama.

Nel mondo greco filatura e tessitura sono espressioni del destino e nel nome di Penelope, il destino stesso, dal greco ” navetta” che serviva a guidare il filo della trama nell’ ordito.

” Lei ha permesso a Itaca di rimanere Itaca, a Odisseo di ritornare definitivamente Odisseo”.

” Tessere” ha qualcosa di antico che ha a che fare con l’ avere un ” corpo”, sconfinando nella metafora della vita; intrecciare trame, rapporti, storie ed esistenze, secondo un ‘ agire paziente e preciso, meticoloso nel disegno da realizzare, minuzioso nella scelta dei materiali, che diventano compagni di viaggio, fili pregiati e nodi stretti.

Non è la densità dei nodi a rendere pregiato ed eccellente un tappeto, bensì la qualità del filato scelto.

Francesca Valleri